Giusto un anno fa, nella nostra Umbrialeft veniva pubblicato un articolo in cui si parlava di una grande mostra, iniziata allora da qualche settimana (ottobre 2009) nel centro francese di Arles (presso il Musée départemental Arles antique) e dedicata agli oggetti riemersi dal fiume Rodano (riva destra, all’altezza, appunto, della cittadina provenzale) nel corso di una ventennale campagna condotta dal Drassm, il dipartimento ministeriale francese delle ricerche archeologiche, subacquee e sottomarine, guidato da Luc Long. .. tra cui un bellissimo busto. .. il Long sin dall’inizio avesse proposto senza esitazioni il nome di Cesare per il busto riemerso. Tale attribuzione, sebbene confermata da studiosi di valore quali lo storico Christian Goudineau (un classico il suo saggio su Cesare e la Gallia) e l’esperto di iconografia cesariana Flemming Johansen (autore di un importante lavoro del 1967, revisionato vent’anni dopo, dedicato ai ritratti in marmo di Cesare), è stata inizialmente contestata da altri studiosi, che hanno pensato a un magistrato romano o a un notabile di Arles. Fin dall’annuncio della scoperta (maggio 2008) era intervenuto al dibattito uno dei più importanti archeologi italiani, Paolo Moreno, ...  Il Moreno ha toccato la questione anche nel 2009, con l’interessante ed elegante volume Cleopatra Capitolina (Editinera), e lo scorso ottobre in una lezione tenuta a Torino in occasione del «FestivalStoria». I suoi interventi hanno fornito nuove indicazioni sul ritratto, inserendolo in un ampio contesto che abbraccia il tratto mediterraneo da Arles ad Alessandria e che parla di una famiglia tanto grande quanto sfortunata. Divengono, infatti, protagonisti anche la regina d’Egitto Cleopatra e il figlio da lei avuto con Cesare, Tolemeo XV Cesare, meglio noto come Cesarione. Questi, nato nel 47 a.C., venne associato al regno a soli tre anni per volontà della madre, che evidentemente nutriva per il piccolo grandi progetti. ...